Cosa vedere ad Assisi: la Basilica di San Francesco, la città di pietra rosa e la Porziuncola
424 m s.l.m.·43°04′N 12°37′E·25 km da Perugia
Assisi è costruita con la pietra del Monte Subasio, bianca e rosata: quando il sole cala, la città intera vira al rosa. In cima alla piazza principale c'è un tempio romano del I secolo a.C. ancora in piedi e ancora aperto come chiesa — il primo edificio antico intatto che Goethe vide arrivando in Italia, nel 1786, e che lo lasciò a bocca aperta. E da qualche parte, in questi vicoli, ottocento anni fa un giovane ricco di nome Francesco se ne andò via senza più niente addosso.

In sintesi
- Dove
- Umbria centrale, provincia di Perugia, aggrappata alle pendici del Monte Subasio sopra la Valle Umbra. Circa 20 minuti da Perugia, 40 da Spoleto e da Gubbio.
- Quanto tempo
- Un giorno pieno per il centro storico e la Basilica di San Francesco. Una mezza giornata in più per Santa Maria degli Angeli, San Damiano e l'Eremo delle Carceri.
- Quando andare
- Primavera e autunno. Il Calendimaggio (primi di maggio) e il 3–4 ottobre, festa di San Francesco patrono d'Italia, sono i momenti più intensi ma anche i più affollati; d'estate la pietra rosa scotta e ci sono molti pellegrinaggi.
- Per chi
- Arte e spiritualità, storia, chi cammina sulle orme di San Francesco, famiglie, pellegrini; e chiunque voglia vedere una delle città d'arte più complete d'Italia.
In questa pagina
Dove si trova Assisi?
Assisi è nell’Umbria centrale, in provincia di Perugia, aggrappata a mezza costa sul fianco occidentale del Monte Subasio. Da lassù domina tutta la Valle Umbra, la pianura dove scorrono il Topino e il Chiascio: nelle giornate limpide, dal punto giusto, si vedono in fila Spello, Foligno, Montefalco, Trevi. Perugia è a una ventina di minuti; l’aeroporto regionale porta il nome di San Francesco ed è qui sotto, in pianura.
La città è costruita con la montagna su cui sta: il calcare bianco e rosato del Subasio è la pietra di ogni muro, ogni chiesa, ogni scalinata. È quello che dà ad Assisi il suo colore caldo, che cambia con la luce e all’ora del tramonto diventa rosa. Il centro storico si sviluppa in lungo, da ovest a est, sospeso tra la Rocca Maggiore in alto e le mura in basso: si entra da una parte e si esce dall’altra, sempre in leggera salita o discesa.

Come arrivare ad Assisi e informazioni pratiche
- Come arrivare
- In treno: la stazione di Assisi è nel fondovalle, a Santa Maria degli Angeli, sulla linea Foligno–Terontola (coincidenze da Roma, Firenze, Perugia e Ancona); un autobus urbano sale al centro storico in una quindicina di minuti. In auto: uscita Assisi dalla superstrada SS75, poi si segue per il centro e si parcheggia lungo le mura.
- Parcheggio
- Il centro è zona a traffico limitato. Si lascia l'auto nei parcheggi ai margini, quasi tutti con scale mobili o risalite meccanizzate: Giovanni Paolo II sul lato della Basilica di San Francesco; Mojano, Piazza Matteotti e Porta Nuova sul lato di Santa Chiara e del Duomo. Per spendere meno si parcheggia in pianura a Santa Maria degli Angeli — anche gratis vicino alla stazione — e si sale in autobus.
- Quanto tempo
- Un giorno per il centro e la Basilica. Con calma, un giorno e mezzo aggiungendo Santa Maria degli Angeli, San Damiano, l'Eremo delle Carceri e il Bosco di San Francesco.
- Quando andare
- Primavera e autunno danno la luce migliore sulla pietra rosa. In estate il centro è caldo e affollato di gruppi; a maggio (Calendimaggio) e il 3–4 ottobre la città è bellissima ma va prenotata con largo anticipo.
- Biglietti e orari
- Le chiese — Basilica di San Francesco compresa, Inferiore e Superiore, e la Tomba del santo — si visitano gratuitamente, con orari che si accorciano durante le funzioni. I musei civici (Rocca Maggiore, Foro Romano, Pinacoteca) hanno biglietti singoli e cumulativi. Verifica sempre orari e aperture aggiornati sui siti ufficiali (link in fondo alla pagina).
- Accessibilità
- Assisi è tutta in salita, su strade acciottolate: dai parcheggi bassi si sale a piedi o con le scale mobili. La Basilica di San Francesco, il Duomo e Santa Chiara hanno accessi agevolati; l'Eremo delle Carceri, San Damiano e il Bosco di San Francesco sono su sentieri sconnessi.
La Basilica di San Francesco
Il giro di Assisi comincia da qui: si parcheggia sotto la Basilica di San Francesco, che sono due chiese sovrapposte — la Basilica Inferiore, bassa e buia, con la Tomba del santo nella cripta; la Basilica Superiore, alta e luminosa, con il ciclo delle Storie di san Francesco attribuito a Giotto. L’ingresso è libero e gratuito. È Patrimonio UNESCO ed è, per l’arte italiana, uno dei luoghi in assoluto più importanti.
La costruzione cominciò due anni dopo la morte di Francesco: il 17 luglio 1228 — il giorno dopo la canonizzazione — papa Gregorio IX benedisse la prima pietra su un terreno appena donato, il Colle dell’Inferno, dove si giustiziavano i condannati. Fu subito ribattezzato Colle del Paradiso. A dirigere i lavori fu frate Elia, compagno di Francesco: la chiesa inferiore era pronta nel 1230, l’intera basilica fu consacrata da papa Innocenzo IV nel 1253. Di fianco si alzano il campanile romanico e il Sacro Convento, il grande convento su arcate che regge la basilica dal lato della valle.

La Basilica Inferiore si visita per prima. Le volte basse sono interamente dipinte: qui hanno lavorato il Maestro di San Francesco, Giotto e la sua bottega (nella Cappella della Maddalena), Simone Martini (la Cappella di San Martino, un capolavoro assoluto del gotico), Pietro Lorenzetti (una grande Crocifissione e una Deposizione nel transetto) e Cimabue, con la celebre Maestà in cui compare il ritratto di san Francesco. Sulla controfacciata, un enorme Giudizio Universale seicentesco di Cesare Sermei. Al centro, la scala scende alla cripta con la tomba di Francesco, ritrovata nel 1818, e le tombe di quattro suoi primi compagni.



La Basilica Superiore è tutto l’opposto: una sola navata gotica altissima, piena di luce dalle vetrate (tra le più antiche d’Italia, di maestranze tedesche e francesi del Duecento). In alto, nel transetto, gli affreschi di Cimabue — tra cui una Crocifissione diventata quasi un negativo fotografico per l’ossidazione dei colori. Nella fascia bassa delle pareti corre il ciclo delle 28 Storie di san Francesco (fine Duecento): tradizionalmente attribuito a un giovane Giotto, è al centro di un dibattito che gli storici dell’arte chiamano «questione giottesca» e non hanno mai chiuso. Il 26 settembre 1997 un terremoto fece crollare parte delle volte, uccidendo quattro persone; il restauro ha rimesso insieme, frammento per frammento, quel che si poteva.


Cosa vedere ad Assisi?
Dalla Basilica di San Francesco, Via San Francesco sale nel centro storico, che si percorre a piedi in un giorno da un capo all’altro del colle: l’abbazia di San Pietro, la Piazza del Comune con il Tempio di Minerva, la Chiesa Nuova sulla casa di Francesco, il Santuario della Spogliazione con la tomba di San Carlo Acutis, la Cattedrale di San Rufino, la Basilica di Santa Chiara e, in cima, la Rocca Maggiore.
Assisi è l’antica Asisium, municipio romano di cui restano il foro (sotto la Piazza del Comune), il tempio, i resti dell’anfiteatro e tratti di mura. Ma la città che vediamo è quella cresciuta dopo il 1226, l’anno della morte di Francesco: in un secolo Assisi si riempì di basiliche, conventi e ospizi per i pellegrini, e da allora è rimasta quasi ferma. Dal 2000 il centro storico e i luoghi francescani intorno sono Patrimonio dell’Umanità UNESCO, per il valore dell’arte e per il messaggio di pace che da qui si è diffuso nel mondo.
Uscendo dalla Basilica, una breve deviazione in basso porta all’abbazia di San Pietro; poi Via San Francesco risale verso est, fino alla Rocca.

L’abbazia di San Pietro
Appena dentro Porta San Pietro, dove arrivano i primi parcheggi, si apre una piazza erbosa con davanti la grande abbazia di San Pietro. È un’antica abbazia benedettina: la chiesa in pietra rosa del Subasio fu ricostruita in forme romaniche tra il XII e il XIII secolo e consacrata nel 1253. La facciata ha un coronamento orizzontale (la parte alta non fu mai finita a cuspide), tre rosoni e una fila di archetti pensili. Dentro, tre navate spoglie e solenni, con il soffitto a capriate e la luce che entra bassa.
È il modo più tranquillo di iniziare: quasi nessuno ci entra, e si capisce subito com’è fatta la pietra di cui è fatta tutta Assisi.


Via San Francesco, la strada dei pellegrini
Da San Pietro si prende Via San Francesco, la spina del centro: la strada che nel Trecento collegava la grande Basilica al cuore della città e che i pellegrini percorrono da otto secoli. È fiancheggiata da palazzi medievali e rinascimentali, botteghe, portali scolpiti. A metà si passa sotto il Portico del Monte Frumentario, quel che resta del più antico ospedale di Assisi (Duecento), e si incontra l’Oratorio dei Pellegrini, una piccola confraternita con le pareti coperte di affreschi tardogotici di pittori umbri.

La Piazza del Comune e il Tempio di Minerva
Via San Francesco sbocca nella Piazza del Comune, che è ancora il foro romano: sotto il selciato ci sono i resti dell’antica piazza pubblica, che si visitano dal Museo del Foro Romano. Sopra, il colpo d’occhio è tutto medievale — la Torre del Popolo, il Palazzo del Capitano del Popolo, il Palazzo dei Priori con la merlatura — tranne un pezzo che è rimasto romano: il Tempio di Minerva.
Sei colonne corinzie, un frontone, la scalinata: il tempio fu costruito nel I secolo a.C. ed è uno dei meglio conservati del mondo romano, perché non è mai stato abbandonato — dal 1539 dentro c’è la chiesa di Santa Maria sopra Minerva, con un interno barocco che sta tutto racchiuso nel portico antico. Quando Goethe arrivò ad Assisi nel 1786, saltò la Basilica e corse a vedere questo: fu il primo edificio antico rimasto intatto che vide nel suo viaggio in Italia, e ne rimase folgorato.




La Chiesa Nuova e la casa di Francesco
A pochi passi dalla piazza, in una stradina, la Chiesa Nuova (1615) fu costruita — a spese del re Filippo III di Spagna — sopra quella che la tradizione indica come la casa paterna di Francesco, la casa di Pietro di Bernardone, ricco mercante di stoffe. È una chiesa a croce greca con la cupola; all’interno si vedono lo stretto sottoscala dove il padre avrebbe rinchiuso il figlio, e il fondaco, il magazzino con il portale di legno.
Lì accanto, in un vicolo, c’è l’Oratorio di San Francesco Piccolino: una cappella minuscola, poco più di un ripostiglio, con un’iscrizione medievale che la dice stalla di bue e asino e luogo di nascita del santo.
Il Santuario della Spogliazione e San Carlo Acutis
Scendendo verso il palazzo vescovile si arriva alla chiesa di Santa Maria Maggiore, la prima cattedrale di Assisi (lo fu fino al 1035, poi il titolo passò a San Rufino). È romanica, sobria, costruita sopra una casa romana e strutture paleocristiane. Davanti a questa chiesa, sulla piazza del vescovado, avvenne intorno al 1206 la spogliazione: Francesco restituì al padre il denaro e gli abiti, si tolse tutto di dosso davanti al vescovo Guido e alla città, e cominciò un’altra vita. Per questo, dal 2016, la chiesa si chiama anche Santuario della Spogliazione.
Dal 2019 qui riposa Carlo Acutis, il ragazzo morto di leucemia a quindici anni nel 2006, che da adolescente catalogava i miracoli eucaristici su un sito internet. È stato canonizzato il 7 settembre 2025 ed è considerato il primo santo millennial. La salma — ricomposta e vestita in jeans e scarpe da ginnastica — è custodita in un’urna nella navata destra, ed è diventata una delle mete di pellegrinaggio più visitate d’Italia.


La Cattedrale di San Rufino
Risalendo verso est si raggiunge la Cattedrale di San Rufino, dedicata al primo vescovo di Assisi, martire del III secolo e patrono della città. L’edificio che vediamo fu iniziato nel 1140 su progetto di Giovanni da Gubbio: la facciata romanica è una delle più belle dell’Umbria — tre rosoni, tre portali, un bestiario scolpito di leoni, grifi e figure, e il grande campanile massiccio impostato su una cisterna romana.
Dentro, l’interno fu rifatto nel Cinquecento. Ma il pezzo che conta è il fonte battesimale: è qui che furono battezzati Francesco (nel 1181 o 1182), Chiara (nel 1193) e — dice la tradizione — l’imperatore Federico II di Svevia. Sotto la chiesa si visitano la cripta paleocristiana e, nel palazzo dei canonici, il Museo Diocesano.



La Basilica di Santa Chiara
Dall’altra parte del centro, in fondo a Via Santa Chiara, si apre la piazza con la Basilica di Santa Chiara, riconoscibile da lontano: la facciata a fasce bianche e rosa del Subasio, un enorme rosone, e tre archi rampanti giganteschi che scavalcano la strada per puntellare il fianco. La costruzione iniziò nel 1257, due anni dopo la canonizzazione di Chiara.
Dentro, nella Cappella del Crocifisso, si conserva il Crocifisso di San Damiano: la croce dipinta del XII secolo — un Cristo che non soffre, ma sta in piedi con le braccia aperte — davanti alla quale, secondo il primo biografo, Francesco sentì una voce dirgli «va’ e ripara la mia casa». Le Clarisse la portarono qui da San Damiano nel 1257. Nella cripta, in un’urna di pietra bianca e rosa, riposa il corpo di Santa Chiara, ritrovato sotto l’altare nel 1850.


La Rocca Maggiore
Sopra la città, alla fine di una salita ripida, c’è la Rocca Maggiore. La prima fortezza qui fu tedesca (1173–74), costruita per Federico Barbarossa; nel 1198 gli assisani la distrussero in una rivolta — e tra loro, si racconta, c’era il giovane Francesco. L’impianto che vediamo è quello della ricostruzione voluta dal cardinale Egidio Albornoz dal 1356, una delle tante «rocche albornoziane» con cui il papato riprese il controllo dei suoi territori; nei secoli successivi si aggiunsero il mastio più alto e il torrione poligonale.
Non si sale per la rocca in sé — stanze vuote, camminamenti — ma per il panorama: da lassù si vede Assisi intera dall’alto, la Basilica di San Francesco a un capo e Santa Chiara all’altro, e tutta la Valle Umbra che si stende fino a Perugia.


Cosa non perdere ad Assisi?
Oltre al centro, i luoghi di Francesco sono sparsi tutt’intorno: in pianura, in campagna, sul monte. Se resti più di un giorno, sono questi.
Santa Maria degli Angeli e la Porziuncola
Giù in pianura, a quattro chilometri, si alza una basilica enorme, costruita dal 1569 su progetto di Galeazzo Alessi. Non è costruita per sé stessa: è un guscio, alzato per proteggere una chiesetta.
Quella chiesetta è la Porziuncola («piccola porzione»): una piccola costruzione di pietra, spoglia, alta pochi metri, che Francesco riparò con le sue mani. Qui, nel 1208, capì la sua vocazione ascoltando il Vangelo durante la Messa; qui fondò l’Ordine dei Frati Minori; qui accolse Chiara. E qui, la sera del 3 ottobre 1226, Francesco morì — nella Cappella del Transito, la cella dell’infermeria a pochi passi dalla Porziuncola, oggi custodita anch’essa dentro la basilica. Dietro l’abside c’è il Roseto, con le rose senza spine della leggenda, e la Cappella delle Rose sulle grotte dove i primi frati dormivano.
La stazione dei treni è qui, e qui si trova parcheggio più facilmente che in centro: molti visitatori partono da Santa Maria degli Angeli e salgono ad Assisi in autobus.




Il santuario di San Damiano
A un chilometro dal centro, scendendo tra gli ulivi da Porta Nuova, c’è San Damiano: la chiesetta di campagna dove, nel 1205, Francesco pregò davanti al Crocifisso che gli parlò, e che fu la prima chiesa che riparò. Dal 1211 la diede a Chiara e alle prime «Povere Dame», le future Clarisse, che vi vissero in clausura fino al 1257. Chiara vi morì nel 1253; e proprio qui, nel 1225, Francesco già malato e quasi cieco compose il Cantico delle creature. Il convento è rimasto piccolo, povero, intatto — il coro di legno, il refettorio, l’orticello. L’ingresso è libero, ed è forse il luogo francescano che commuove di più.
L’Eremo delle Carceri e il Monte Subasio
A 800 metri di quota, dentro una lecceta sul fianco del Subasio, l’Eremo delle Carceri è il posto dove Francesco e i compagni si ritiravano a pregare — «carcere» non vuol dire prigione, ma luogo appartato. Attorno alla grotta del santo si è formato nei secoli un piccolo eremo di cellette e cappelle, aggrappato al bosco sopra un fosso. Ci si arriva in auto o a piedi da Assisi, in un’ora abbondante di salita; da lì partono i sentieri per i prati in cima al Subasio.

Gli dedicheremo una scheda a parte.
Il Bosco di San Francesco e il Terzo Paradiso
Dalla Basilica di San Francesco un sentiero attraversa 64 ettari di boschi e oliveti fino al torrente Tescio: è il Bosco di San Francesco, dal 2008 un bene del FAI. Lungo il cammino si incontrano il complesso benedettino di Santa Croce con il mulino, una torre trecentesca, e alla fine il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto: 121 ulivi disposti a disegnare tre cerchi sul prato, un’opera di land art inaugurata nel 2010. Un’ora e mezza di passeggiata facile, ed è il modo migliore per vedere la Basilica da fuori e da lontano.



Il Foro Romano, l’anfiteatro e la Pinacoteca
Di Assisi romana resta più di quanto sembri. Sotto la Piazza del Comune si visita il Foro Romano, con la piazza lastricata e la base del tempio; nel quartiere di Porta Perlici si riconosce l’ellisse delle case costruite sull’anfiteatro del I secolo. La Pinacoteca Comunale, nel seicentesco Palazzo Vallemani, raccoglie dipinti umbri dal Medioevo al Rinascimento; al piano nobile c’è il Museo della Memoria, dedicato agli assisani che tra il 1943 e il 1944 nascosero e salvarono circa trecento ebrei.
Curiosità su Assisi
Francesco firmava con il Tau, l’ultima lettera dell’alfabeto ebraico, a forma di croce: è diventato il simbolo dei francescani, e ad Assisi lo trovi ovunque, dai portoni ai negozi.
San Francesco è patrono d’Italia dal 1939, insieme a Santa Caterina da Siena. Ogni 4 ottobre, per la sua festa, una regione italiana diversa offre l’olio per la lampada che arde sulla sua tomba.
Il Calendimaggio spacca la città in due: la Parte de Sopra e la Parte de Sotto, eredi di due famiglie rivali medievali, si sfidano nei primi giorni di maggio a cortei, canti e scene di vita medievale nei vicoli. Si fa così dal 1954, su radici molto più antiche.
Da Assisi passa la Via di Francesco, il cammino che ricalca i luoghi del santo da La Verna fino a Roma. E da qui parte, ogni due anni circa, la Marcia Perugia-Assisi per la pace, ventiquattro chilometri a piedi, inventata nel 1961 da Aldo Capitini.
Cosa vedere nei dintorni di Assisi?
Ai piedi di Assisi comincia la Valle Umbra: in un quarto d’ora d’auto si è a Spello, con le sue infiorate e i vicoli fioriti, e poco oltre a Bevagna e Montefalco, la «ringhiera dell’Umbria» del Sagrantino. Foligno è lo snodo della valle; Perugia è a venti minuti dall’altra parte. Verso le montagne, oltre il Subasio, si scende a Rasiglia e nella valle del Menotre.
SpoletoCosa vedere a Spoleto: il Ponte delle Torri di nuovo percorribile, il Duomo con gli affreschi di Filippo Lippi, la Rocca Albornoz e la città romana, in un giorno a piedi.
GubbioCosa vedere a Gubbio in un giorno: la Piazza Grande pensile e il Palazzo dei Consoli con le Tavole Iguvine, il Duomo, il Palazzo Ducale, la funivia per Sant'Ubaldo e la Corsa dei Ceri.Eventi e sagre ad Assisi
Il calendario di Assisi gira attorno a due date. Il Calendimaggio, nei primi giorni di maggio, con la città divisa tra Parte de Sopra e Parte de Sotto. E il 3–4 ottobre, la festa di San Francesco: la sera del 3 si celebra il Transito a Santa Maria degli Angeli, il 4 la messa solenne con l’offerta dell’olio. Poi la Settimana Santa con le processioni, a fine agosto la Cavalcata di Satriano — la rievocazione dell’ultimo viaggio di Francesco malato verso Assisi, a cavallo attraverso il Subasio — e d’estate rassegne di teatro e musica in centro e alla Rocca. Le date cambiano ogni anno: controlla il sito del Comune e il portale turistico.

