Cosa vedere a Rasiglia, il borgo dei ruscelli in Umbria
circa 640 m s.l.m.·42°58′N 12°52′E·18 km da Foligno
A Rasiglia, borgo di montagna in Umbria, l'acqua è ovunque: scorre in canali lungo le case, cade in cascatelle, riempie una grande vasca al centro del paese. Sembra scenografia, invece è una fabbrica: per secoli sei sorgenti hanno mosso i mulini e i telai di un borgo che viveva di lana, e che oggi conta una trentina di abitanti.

In sintesi
- Dove
- Frazione di montagna del comune di Foligno, in provincia di Perugia, nella valle del Menotre. Una ventina di minuti d'auto da Foligno e da Spello.
- Quanto tempo
- Un'ora, un'ora e mezza per il borgo con calma. Mezza giornata unendo Pale, le cascate del Menotre e l'eremo di Santa Maria Giacobbe.
- Quando andare
- Nei giorni feriali o la mattina presto: il borgo è minuscolo e nei weekend si riempie. Bello tutto l'anno; il 26 dicembre e il 6 gennaio c'è il presepe vivente.
- Per chi
- Fotografia, borghi tranquilli, acqua e archeologia industriale, famiglie con bambini.
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Dove si trova Rasiglia?
Rasiglia è una frazione di montagna del comune di Foligno, in provincia di Perugia, arroccata a circa 640 metri di quota dove la valle del Menotre si stringe tra i monti. Il nome compare già all’inizio del Duecento nelle carte dell’abbazia di Sassovivo, come curtis de Rasilia.
Ci si arriva salendo da Foligno lungo la strada per Sellano: una ventina di chilometri, poco più di venti minuti. Da qui si è vicini a Pale e alle cascate del Menotre, a Foligno e a Spello, e in mezz’ora si scende a Spoleto.


Come arrivare a Rasiglia e informazioni pratiche
- Come arrivare
- In auto: dalla SS3 Flaminia o dalla SS77 fino a Foligno, poi la strada verso Casenove e Sellano; Rasiglia è una deviazione segnalata sulla sinistra. In treno: fino alla stazione di Foligno (linee Roma–Ancona e Firenze–Foligno), poi autobus. D'estate il Comune di Foligno e Busitalia attivano navette gratuite da Foligno, Belfiore e Casenove, con corse nei fine settimana lungo la valle del Menotre.
- Parcheggio
- Il centro del borgo è pedonale. Si lascia l'auto nei parcheggi gratuiti lungo la strada — il più ampio è poco oltre l'ingresso del paese, sulla sinistra. Nei giorni di grande afflusso vengono allestite aree di sosta aggiuntive poco fuori dal borgo: basta seguire le indicazioni.
- Quanto tempo
- Un'ora o poco più per vedere il borgo con calma. Una mezza giornata unendo Pale e le cascate del Menotre.
- Quando andare
- Feriali o mattina presto per trovarlo tranquillo. Nei weekend, nei ponti e durante gli eventi arriva molta gente e le vie strette si congestionano. In inverno l'acqua fuma nell'aria fredda; il presepe vivente è il 26 dicembre e il 6 gennaio.
- Accessibilità
- Vie in leggera salita, acciottolato e ponticelli di legno sui canali. Con la carrozzina si gira la parte bassa attorno alla Peschiera; i vicoli più alti hanno gradini.
Cosa vedere a Rasiglia?
Rasiglia si visita in un’ora, a piedi. Al centro c’è la Peschiera, la grande vasca dove confluiscono i canali; da lì l’acqua delle sei sorgenti corre tra le case, muove ancora qualche ruota e riempie il vecchio lavatoio. Intorno, le botteghe con i telai, la chiesa dei Santi Pietro e Paolo e i resti della rocca dei Trinci.
Il borgo è piccolo e in salita: si parcheggia sotto, si entra a piedi e in un’ora si è visto tutto. Quando ci siamo stati, un tardo pomeriggio di metà giugno, i pullman se n’erano andati e restava solo il rumore dell’acqua — che a Rasiglia non si ferma mai.
La Peschiera e i canali
La Peschiera è il centro di tutto: una grande vasca di pietra, ai piedi dell’edificio che fu dei Trinci, dove i ruscelli si riuniscono prima di scendere al Menotre. L’acqua è così limpida che si vedono le trote ferme controcorrente.
Da qui partono i canali, incassati lungo le vie: scavalcati da ponticelli di legno, ripidi in qualche tratto, con piccole cascate dove il livello scende. Ogni casa ha il suo pezzo d’acqua davanti alla porta. È lo scorcio che ha reso Rasiglia famosa sui social, e le è valso i soprannomi di “borgo dei ruscelli” e “piccola Venezia dell’Umbria”.




Il lavatoio
Sotto una tettoia ad archi, un lungo bacino d’acqua ferma: è il lavatoio, dove fino a pochi decenni fa le donne del paese sciacquavano i panni. Sulla parete di fondo resta l’ombra di una figura dipinta. L’acqua entra da un lato ed esce dall’altro, sempre in movimento, sempre fredda anche d’estate.

Le botteghe e i mulini dell’acqua
Rasiglia non è nata per essere bella: è nata per lavorare la lana. Dalle sorgenti l’acqua veniva incanalata per far girare le macine dei mulini, muovere le gualchiere che follavano i tessuti e alimentare le tintorie. Nel suo momento migliore il borgo aveva tre lanifici con le tintorie annesse, tre mulini, un ufficio postale e perfino una filiale della Cassa di Risparmio di Foligno.


Oggi alcune di quelle stanze sono visitabili: si vedono il telaio meccanico sotto le travi, i fili di lana colorati appesi ad asciugare, le macine, gli attrezzi in legno. Le aprono i volontari dell’associazione Rasiglia e le sue Sorgenti, di solito nei fine settimana e nei giorni di festa.


L’ultimo capitolo di questa storia è la piccola centrale idroelettrica Accorimboni, che dai primi del Novecento diede luce ed energia al borgo e fu dismessa negli anni Settanta. La famiglia Accorimboni portò a Rasiglia anche uno dei primi telai Jacquard della zona.

La Chiesa dei Santi Pietro e Paolo
In alto, raggiunta da una scalinata, la chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, del Settecento: facciata a capanna intonacata di caldo, portale di legno con decorazioni in cotto, una sola navata con volta a crociera. È piccola e quasi sempre chiusa fuori dalle funzioni, ma dal sagrato si ha la vista migliore sui tetti del borgo.

La fortificazione dei Trinci
Rasiglia deve la sua fortuna ai Trinci, signori di Foligno tra il 1305 e il 1439. Furono loro a costruire, nel Trecento, il castrum che controllava la valle del Menotre e la strada che collegava Roma all’Adriatico; possedevano già qui un mulino, una gualchiera e alcune case, e diedero il via allo sfruttamento dell’acqua. Della rocca restano oggi una torretta d’avvistamento sul poggio e tratti di muraglia tra le case.

Le sorgenti: Capovena e le altre
L’acqua di Rasiglia arriva da sei sorgenti. La principale è Capovena, che sgorga nella parte alta del paese, ai piedi del palazzo dei Trinci, e da sola alimenta buona parte dei canali. Le altre cinque — Alzabove, Venarella, le Vene, la Vena Pidocchiosa e le Vene di Campolungo — affiorano nei prati intorno e si uniscono al torrente più a valle. Sono acque di montagna, limpide e costanti tutto l’anno, con una temperatura quasi fissa.


Il Santuario della Madonna delle Grazie
A circa un chilometro dal paese, dentro il bosco, il Santuario della Madonna delle Grazie. Nacque dopo il 1450, quando furono ritrovate alcune sculture in terracotta — un gruppo della Natività — in un fosso poco distante. Ha una sola navata, affrescata nel Quattrocento da artisti folignati, ed è una delle chiese giubilari della diocesi di Foligno.
Curiosità su Rasiglia
Rasiglia oggi ha una trentina di residenti (28 al censimento 2021): quasi tutti se ne andarono a valle, a Foligno, quando i lanifici chiusero dopo la Seconda guerra mondiale, e il terremoto del 1997 diede il colpo finale. Il borgo che si visita è tenuto in vita dai volontari.
Fino a metà Novecento buona parte del paese lavorava nel tessile: filatura, tessitura, tintura. Le fotografie d’epoca esposte nelle botteghe mostrano le donne ai telai e i panni di lana stesi ad asciugare sull’acqua.
Il presepe vivente mette in scena la Rasiglia dei primi del Novecento: gli abitanti in costume, i mestieri di una volta, il pane e il vino lungo le viuzze. Si tiene il 26 dicembre e il 6 gennaio, ed è il momento in cui il borgo torna, per un giorno, a essere abitato davvero.
Cosa vedere nei dintorni di Rasiglia?
Rasiglia sta al centro della valle del Menotre, la parte più verde del territorio di Foligno. A dieci minuti c’è Pale, con le sue cascate del Menotre e l’eremo di Santa Maria Giacobbe, duecentesco, scavato nella roccia e raggiungibile solo a piedi. Poco più giù la città di Foligno, con il Palazzo Trinci; a venti minuti Spello, il borgo dei fiori sul fianco del Subasio. Scendendo verso sud si arriva in mezz’ora a Spoleto e in poco più ad Assisi.
SpoletoCosa vedere a Spoleto: il Ponte delle Torri di nuovo percorribile, il Duomo con gli affreschi di Filippo Lippi, la Rocca Albornoz e la città romana, in un giorno a piedi.
AssisiCosa vedere ad Assisi in un giorno: la Basilica di San Francesco con gli affreschi di Giotto, il centro di pietra rosa del Subasio, il Tempio di Minerva, Santa Chiara, la Rocca e la Porziuncola.Eventi e sagre a Rasiglia
I due appuntamenti fissi sono legati all’acqua e alla lana. A giugno Penelope a Rasiglia, nata nel 2009, dedica un fine settimana all’arte tessile: tosatura, tintura con le erbe, laboratori ai telai, letture e musica. Tra Natale e l’Epifania torna il presepe vivente — Rasiglia Paese Presepe — con il borgo in costume il 26 dicembre e il 6 gennaio. In queste giornate il paese va in sovraccarico: conviene arrivare presto e usare le navette. Le date esatte le pubblicano il Comune di Foligno e l’associazione Rasiglia e le sue Sorgenti.