Cosa vedere a Gubbio: Palazzo dei Consoli, Piazza Grande e la città dei matti

522 m s.l.m.·43°21′N 12°35′E·40 km da Perugia

Gubbio è tutta di pietra calcarea grigia, appoggiata al Monte Ingino in file di case sovrapposte. Al centro ha una piazza che non poggia su niente: la Piazza Grande, uno spiazzo sospeso nel vuoto su enormi arcate, con davanti il Palazzo dei Consoli che sembra una nave in secca. Ed è la città che si vanta di essere abitata dai matti — e ti rilascia pure la patente.

Gubbio vista dall'alto: il centro storico di pietra grigia che sale in file di tetti sul fianco del Monte Ingino, con la torre del Palazzo dei Consoli al centro e la pianura eugubina sullo sfondo
Gubbio dal fianco del Monte Ingino: la città "di pietra" a terrazze, con il Palazzo dei Consoli che spunta sopra i tetti e la valle che si apre verso Perugia.

In sintesi

Dove
Umbria nord-orientale, provincia di Perugia, ai piedi del Monte Ingino, all'imbocco della valle verso il Parco del Monte Cucco e le Marche. Circa 40 minuti da Perugia.
Quanto tempo
Un giorno pieno per il centro storico e la funivia; una mezza giornata in più con la Gola del Bottaccione e le chiese fuori dalle mura.
Quando andare
Primavera e autunno. Il 15 maggio c'è la Corsa dei Ceri (città bellissima ma affollatissima); a dicembre si accende l'Albero di Natale più grande del mondo sul monte.
Per chi
Arte e Medioevo, panorami, camminatori, famiglie (funivia e leggenda del lupo), chi cerca una città d'arte compatta e poco turistica fuori stagione.
In questa pagina

Dove si trova Gubbio?

Gubbio è nell’Umbria nord-orientale, in provincia di Perugia, all’imbocco della valle che porta verso il Parco del Monte Cucco e il confine con le Marche. La città storica è tutta addossata al fianco del Monte Ingino: non si allarga in piano, ma sale in file di case sovrapposte, collegate da vicoli e scalinate, fino alla Basilica di Sant’Ubaldo che la sorveglia dall’alto. Ai suoi piedi si stende la pianura eugubina, con i resti della città romana.

Il centro è quasi tutto pedonale e in salita. Si arriva in auto ai parcheggi ai margini — il più comodo ai piedi della città, in Piazza Quaranta Martiri — e da lì si sale a piedi o con gli ascensori pubblici che scavalcano i dislivelli.

Gubbio vista dal basso al mattino: il Palazzo dei Consoli e il Palazzo del Podestà emergono dai tetti, con il Monte Ingino alle spalle avvolto nella foschia

Come arrivare a Gubbio e informazioni pratiche

Come arrivare
In auto: dalla E45 Perugia–Cesena si esce a Ponte Pattoli o Umbertide e si prosegue sulla superstrada per Gubbio; da Perugia sono circa 40 minuti. Il treno non arriva a Gubbio: la stazione di riferimento è Fossato di Vico–Gubbio (linea Roma–Ancona), a una ventina di chilometri, collegata al centro da autobus.
Parcheggio
Il centro storico è quasi tutto pedonale e in salita. Si lascia l'auto nei parcheggi ai margini — il più comodo è quello di Piazza Quaranta Martiri, ai piedi della città — e si sale a piedi o con gli ascensori pubblici che collegano i vari livelli del centro.
Quanto tempo
Un giorno per il centro e la funivia. Con calma, mezza giornata in più per la Gola del Bottaccione, il Teatro Romano e le chiese fuori dalle mura.
Quando andare
Primavera e autunno. In estate il centro di pietra trattiene il caldo: porta acqua. Il 15 maggio (Corsa dei Ceri) e le giornate di dicembre con l'Albero di Natale acceso sono spettacolari ma molto affollate: prenota con anticipo.
Biglietti e orari
I musei principali (Palazzo dei Consoli, Palazzo Ducale, Museo Diocesano) hanno biglietti separati; esistono anche biglietti cumulativi. La funivia Colle Eletto per Sant'Ubaldo ha orari che cambiano con la stagione e chiude in alcune settimane per manutenzione. Verifica sempre orari e tariffe aggiornati sui siti ufficiali (link in fondo alla pagina).
Accessibilità
Gubbio è in forte pendenza, con strade acciottolate e scalinate. Gli ascensori pubblici aiutano a superare i dislivelli tra i livelli del centro; la Piazza Grande, il Duomo e il Palazzo Ducale restano comunque da raggiungere a piedi in salita.

Cosa vedere a Gubbio?

Il centro di Gubbio si gira a piedi in poche ore, dal basso verso l’alto: le Logge dei Tiratori in Piazza Quaranta Martiri, la Piazza Grande sospesa sulle arcate con il Palazzo dei Consoli e le Tavole Iguvine, il Duomo e il Palazzo Ducale in cima. Con la funivia si sale in sei minuti alla Basilica di Sant’Ubaldo.

Gubbio è l’antica Iguvium, città umbra alleata di Roma dal 295 a.C. Distrutta dai Goti nel 552 e ricostruita dai Bizantini, ebbe il suo secolo d’oro nel Trecento, quando i grandi palazzi pubblici furono costruiti tutti insieme. Dal 1384 al 1508 passò sotto i Montefeltro di Urbino, che le lasciarono il Palazzo Ducale. È la città umbra dove il Medioevo si è conservato più intatto: pietra grigia, tetti a due spioventi, torri, e nessuna espansione moderna dentro le mura.

Si sale dal basso. Il punto di partenza è Piazza Quaranta Martiri, ai piedi della città.

Un vicolo a gradini di Gubbio, fiorito di rose, tra le case in pietra grigia

Piazza Quaranta Martiri e le Logge dei Tiratori

La piazza in basso si chiama Piazza Quaranta Martiri in ricordo dei quaranta cittadini fucilati dai nazisti nel giugno del 1944, per rappresaglia. La chiudono i giardini, il grande convento di San Francesco e un lungo porticato a due piani: le Logge dei Tiratori dell’Arte della Lana.

Sotto, al piano terra, c’era dal 1326 l’ospedale di Santa Maria. Sopra, dal Seicento, l’Arte della Lana costruì un lunghissimo stenditoio coperto per “tirare” i panni di lana — stenderli e asciugarli tenendoli in tensione fino alla misura giusta. È uno dei pochissimi esempi di architettura pre-industriale rimasti in Italia: una fabbrica del Seicento con il loggiato di una piazza rinascimentale.

Le Logge dei Tiratori dell'Arte della Lana a Gubbio: il lungo porticato a due ordini di arcate su Piazza Quaranta Martiri

Piazza Grande, la piazza pensile

Da Piazza Quaranta Martiri si sale — a piedi o in ascensore — fino alla Piazza Grande, il cuore della città. È una piazza che non poggia sul terreno: è uno spiazzo rettangolare costruito nel vuoto, sorretto da un sistema di enormi arcate che colmano il dislivello tra i due lati del colle. È una delle piazze pensili più grandi d’Europa, e dal parapetto sul lato aperto lo sguardo cade sui tetti e sulla pianura.

Su un lato c’è il Palazzo dei Consoli; di fronte, il Palazzo del Podestà (o Pretorio), oggi sede del Comune. I due palazzi dovevano essere gemelli e speculari: il progetto trecentesco prevedeva una piazza chiusa e simmetrica, mai completata del tutto.

Piazza Grande a Gubbio: l'ampio spiazzo pavimentato in cotto della piazza pensile, con il Palazzo dei Consoli e la sua torre campanaria a sinistra, il palazzo Ranghiasci sulla destra e il Monte Ingino alle spalle

Il Palazzo dei Consoli e il Museo Civico

Il Palazzo dei Consoli è il simbolo di Gubbio: un blocco di pietra alto oltre 60 metri con la torre campanaria, la loggia panoramica in cima e una scalinata a ventaglio che sale al portale gotico. Fu costruito tra il 1332 e il 1338 come sede dei consoli, i magistrati del libero Comune, su progetto di Angelo da Orvieto, il cui nome è inciso sul portale.

All’interno, dai primi del Novecento, c’è il Museo Civico. Si entra nel Salone dell’Arengo, un unico enorme ambiente voltato dove si riuniva l’assemblea cittadina; sopra ci sono la pinacoteca — dipinti umbri dal Duecento all’Ottocento — e la raccolta di ceramiche a lustro, le maioliche dai riflessi metallici che resero famosa Gubbio nel Cinquecento.

La scalinata a ventaglio e il portale gotico del Palazzo dei Consoli a Gubbio

Le Tavole Iguvine

Al piano terra del palazzo sono esposte le Tavole Iguvine (o Eugubine): sette lastre di bronzo incise tra il III e il I secolo a.C., trovate nel Quattrocento vicino al Teatro Romano. Riportano, in lingua umbra — in parte con alfabeto etrusco, in parte latino — il più lungo testo rituale di una religione dell’Italia antica arrivato fino a noi: preghiere, sacrifici, confini sacri, formule per il collegio sacerdotale degli Atiedii. Per gli studiosi di lingue italiche sono un documento senza paragoni.

Veduta di tre quarti del Palazzo dei Consoli di Gubbio dalla Piazza Grande, con i palazzi affacciati sulla piazza pensile

Il Duomo dei Santi Mariano e Giacomo

In cima al colle, di fronte al Palazzo Ducale, c’è la Cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo, costruita tra il 1190 e il 1229 circa su progetto attribuito a Giovanni da Gubbio; la facciata fu completata tra il 1325 e il 1350. All’esterno il grande rosone è circondato dai simboli dei quattro evangelisti e dall’Agnus Dei, scolpiti nel Duecento.

Dentro colpisce l’unica navata, scandita da dieci grandi arconi ogivali a sesto acuto che reggono direttamente il tetto a capriate: una soluzione insolita, quasi una serie di ponti di pietra. L’abside fu affrescata all’inizio del Novecento; si conservano un Crocifisso ligneo trecentesco e dipinti cinquecenteschi della scuola umbra.

La facciata del Duomo di Gubbio con il rosone e i simboli degli evangelisti

L'interno del Duomo di Gubbio: la navata unica con i dieci arconi ogivali di pietra che reggono il tetto a capriate

Il presbiterio del Duomo di Gubbio, con l'abside affrescata e l'alta vetrata gotica

Una cappella riccamente decorata del Duomo di Gubbio, con il soffitto a lacunari dipinti

Il Palazzo Ducale e lo studiolo di Federico da Montefeltro

Accanto al Duomo, il Palazzo Ducale (Palazzo della Corte) fu costruito per Federico da Montefeltro intorno al 1470, su progetto attribuito a Francesco di Giorgio Martini: è l’unico edificio pienamente rinascimentale di Gubbio, con un elegante cortile pensile ad arcate affacciato sulla valle. È la versione in piccolo del più famoso palazzo di Urbino.

Qui c’era lo studiolo del duca, una stanzetta interamente rivestita di tarsie lignee — armadi finti, strumenti musicali e scientifici, libri, tutti “disegnati” nel legno con un illusionismo prospettico strabiliante. Realizzato tra il 1478 e il 1482, fu venduto nel 1939 e si trova oggi al Metropolitan Museum di New York; nel 2009 una copia fedele è tornata al suo posto a Gubbio.

Il portale rinascimentale nel cortile del Palazzo Ducale di Gubbio, costruito per Federico da Montefeltro

Il Museo Diocesano e la Botte dei Canonici

Tra il Duomo e il Palazzo Ducale, il Palazzo dei Canonici ospita il Museo Diocesano: dipinti, oreficerie, paramenti e un ciclo di Storie della Passione attribuito a Taddeo di Bartolo. Il pezzo che tutti vogliono vedere è però in cantina: la Botte dei Canonici, una botte di legno cinquecentesca da circa 200 ettolitri — ventimila litri — tra le più grandi d’Europa, costruita dentro la stanza in cui ancora si trova.

La Botte dei Canonici a Gubbio: l'enorme botte di legno cinquecentesca, alta quanto la stanza

La Fontana dei Matti e la patente da matto

Nel Largo del Bargello, davanti al trecentesco Palazzo del Bargello, c’è una piccola fontana ottagonale: la Fontana dei Matti. Chi le corre intorno tre volte, sotto lo sguardo di un eugubino, e si fa “battezzare” con l’acqua, riceve la patente da matto e la cittadinanza onoraria di Gubbio.

Non è una trovata per turisti recente: il rito nasce nell’Ottocento, sul modello delle “birate” — i giri di corsa intorno al pennone — della Festa dei Ceri. A Gubbio “matto” è un complimento: vuol dire idealista, sognatore, attaccato alla propria terra e alle sue tradizioni fino all’eccesso.

La Fontana dei Matti nel Largo del Bargello a Gubbio: la piccola vasca ottagonale in pietra davanti al Palazzo del Bargello

La Basilica di Sant’Ubaldo e la funivia

La Basilica di Sant’Ubaldo è sul Monte Ingino, sopra la città, a circa 800 metri. Ci si sale con la funivia Colle Eletto (cabine aperte a due posti, sei minuti) o a piedi in mezz’ora. Custodisce il corpo del patrono e i tre Ceri della corsa del 15 maggio.

La funivia “Colle Eletto” è in funzione dal 1960 — l’ottavo centenario della morte del santo. Le cabine sono gabbie aperte a due posti in cui si sta in piedi: si parte dalla città bassa e in sei minuti si è in cima, sospesi sopra il bosco con Gubbio che sprofonda sotto. È un mezzo che spaventa un po’ e diverte molto; chi preferisce, sale a piedi dal centro in una mezz’ora abbondante.

Una cabina aperta della funivia Colle Eletto di Gubbio sul cavo, con la pianura eugubina sullo sfondo

Sant’Ubaldo Baldassini fu vescovo di Gubbio nel Dodicesimo secolo; morì nel 1160 e la città lo elesse patrono nel 1192. La basilica che porta il suo nome fu ampliata nel Cinquecento in suo onore: ha cinque navate, un chiostro in laterizio e un interno rifatto in forme neogotiche nell’Ottocento.

La facciata della Basilica di Sant'Ubaldo sul Monte Ingino, in cima a una lunga scalinata

L'interno della Basilica di Sant'Ubaldo a Gubbio, verso l'altare neogotico e la grande vetrata absidale

Sull’altare maggiore, in un’urna di vetro e bronzo dorato, sono esposte le spoglie del santo. Ai lati dell’altare stanno tutto l’anno i tre Ceri: prismi ottagonali di legno d’abete, alti oltre quattro metri e pesanti diversi quintali, sormontati dalle statue di Sant’Ubaldo (la corporazione dei muratori e scalpellini), San Giorgio (i commercianti) e Sant’Antonio abate (i contadini).

L'urna con le spoglie di sant'Ubaldo sull'altare maggiore della basilica di Gubbio, davanti a una vetrata

I tre ceri di Gubbio custoditi nella Basilica di Sant'Ubaldo: i prismi ottagonali di legno decorato che i ceraioli portano di corsa il 15 maggio

Il chiostro in mattoni della Basilica di Sant'Ubaldo a Gubbio, con il pozzo al centro e le bandiere dei quartieri

Cosa non perdere a Gubbio?

Oltre ai grandi palazzi, Gubbio ha una fila di chiese con opere importanti — soprattutto di Ottaviano Nelli, il pittore tardogotico di casa — un parco romantico e una gola dove si legge la fine dei dinosauri.

San Francesco e Ottaviano Nelli

La grande chiesa di San Francesco, su Piazza Quaranta Martiri, sorge dove la tradizione colloca la casa della famiglia Spadalonga, che avrebbe accolto e rivestito il giovane Francesco appena spogliatosi dei suoi averi ad Assisi. Ha facciata incompiuta, tre absidi poligonali e, nella cappella di sinistra, un ciclo di affreschi di Ottaviano Nelli con le Storie della vita della Vergine, dei primi del Quattrocento.

La chiesa di San Francesco a Gubbio vista da Piazza Quaranta Martiri, con il Palazzo dei Consoli e il Palazzo Ducale che dominano dall'alto

Sant’Agostino e il Giudizio Universale

Fuori Porta Romana, la chiesa di Sant’Agostino (Duecento) custodisce il capolavoro di Ottaviano Nelli: l’intero arco trionfale e l’abside sono coperti da un ciclo di affreschi tardogotici — un grande Giudizio Universale e le storie della vita di sant’Agostino, dipinti tra il 1410 e il 1420 con l’aiuto della bottega dei Salimbeni. È una delle pareti dipinte più ricche dell’Umbria.

La Madonna del Belvedere in Santa Maria Nuova

Nella chiesa di Santa Maria Nuova si trova la Madonna del Belvedere, sempre di Ottaviano Nelli, affrescata agli inizi del Quattrocento (la data esatta è discussa, spesso indicata intorno al 1413): una Madonna in trono considerata dalla critica il suo lavoro migliore, tutta toni rosati e celesti ravvivati dall’oro. Vale una deviazione anche solo per questo dipinto.

Santa Maria dei Laici, “dei Bianchi”

Accanto alle Logge dei Tiratori, la chiesa di Santa Maria dei Laici, detta “dei Bianchi” dal colore delle vesti della confraternita che la reggeva (fondata nel 1313), ha un soffitto e un presbiterio interamente dipinti tra Sei e Settecento — una Gloria d’Angeli sulla volta — e un ciclo di ventiquattro tavole sulla vita della Vergine di Felice Damiani. Sotto, una cripta affrescata.

San Pietro e San Marziale

La chiesa di San Pietro, nell’omonimo quartiere, è una delle più antiche di Gubbio: facciata romanico-gotica con rosone, interno rifatto nel Cinquecento. Nel quartiere di San Martino, oltre il torrente, la piccola San Marziale conserva l’impianto romanico del Dodicesimo secolo.

La chiesa romanica di San Marziale a Gubbio, con il campanile a vela, addossata alle vecchie mura

L'interno a navata unica di San Marziale a Gubbio, con la volta a botte e il pavimento in cotto

San Giovanni Battista, la chiesa di Don Matteo

Nella parte bassa del centro, la chiesa gotica di San Giovanni Battista ha un ruolo speciale nella memoria televisiva italiana: la sua facciata fece da parrocchia di Don Matteo nelle prime otto stagioni della fiction con Terence Hill, girate a Gubbio dal 2000 (dalla nona stagione il set si è spostato a Spoleto). La piazza davanti fu risistemata da Gae Aulenti nel 2005.

Il Parco Ranghiasci

Dal centro, entrando da Porta Metauro, si sale nel Parco Ranghiasci Brancaleoni: un giardino all’inglese disegnato tra il 1831 e il 1849 dal conte Francesco Ranghiasci Brancaleoni, ispirato dall’amore per la moglie inglese, Sarah Matilda Hobhouse. Sentieri a tornanti, un tempietto, edifici neoclassici e una torre medievale, e soprattutto scorci studiati sui vicoli e le torri di Gubbio: è forse il punto migliore per fotografare la città.

La Gola del Bottaccione e lo strato dell’iridio

Poco fuori Gubbio, sulla strada per Scheggia, si apre la Gola del Bottaccione, tra il Monte Ingino e il Monte Foce. Le sue pareti espongono, strato su strato, decine di milioni di anni di storia della Terra. Qui, negli anni Settanta, il geologo Walter Alvarez e i suoi collaboratori individuarono in una sottile riga di argilla una concentrazione anomala di iridio, un metallo raro sulla Terra ma comune negli asteroidi. Il dato, interpretato insieme al padre — il fisico Luis Alvarez, premio Nobel — portò, in un celebre articolo su Science del 1980, all’ipotesi dell’asteroide che 66 milioni di anni fa avrebbe causato l’estinzione dei dinosauri. Lungo la gola corrono anche un acquedotto medievale e i resti di mura in blocchi ciclopici.

La strada che risale la Gola del Bottaccione a nord di Gubbio, incassata tra i boschi e le pareti di roccia

Le pareti di calcare stratificato della Gola del Bottaccione: banchi di roccia inclinati che registrano milioni di anni di depositi marini

Il Teatro Romano e l’Antiquarium

Ai piedi della città, in un grande prato, restano le arcate del Teatro Romano del I secolo a.C.: la cavea poteva contenere circa 6.000 spettatori, e d’estate il teatro torna a ospitare spettacoli. Accanto, l’Antiquarium conserva i mosaici di una domus romana e i materiali dell’antica Iguvium.

Il Teatro Romano di Gubbio nel prato ai piedi della città, con il Monte Ingino sullo sfondo

Le arcate in pietra del Teatro Romano di Gubbio, del I secolo a.C., nel prato ai piedi della città

Il Museo della Ceramica a lustro

Nella torre di Porta Romana, un piccolo museo racconta la ceramica a lustro di Gubbio, la tecnica dei riflessi metallici (oro e rosso rubino) portata a un livello ineguagliato da Mastro Giorgio Andreoli all’inizio del Cinquecento. La città è ancora oggi un centro ceramico, e ogni anno vi si tiene un raduno nazionale.

Curiosità su Gubbio

  • Ogni 15 maggio Gubbio corre la Festa dei Ceri: tre squadre di “ceraioli” portano di corsa i pesantissimi ceri di legno per le vie della città e poi su per il Monte Ingino fino alla basilica, sempre nello stesso ordine. I tre Ceri sono anche lo stemma della Regione Umbria, adottato nel 1973: tre sagome rosse profilate di bianco su campo d’argento.

  • La leggenda del lupo di Gubbio racconta che san Francesco ammansì con le parole un lupo feroce che terrorizzava la città. La chiesetta della Vittorina, fuori dalle mura, segna il punto dell’incontro; poco lontano un monumento in bronzo ricorda l’episodio.

  • Le prime otto stagioni di Don Matteo, con Terence Hill, furono girate a Gubbio: la parrocchia era la chiesa di San Giovanni Battista. Dalla nona stagione, girata nel 2013, la fiction si è spostata a Spoleto.

  • Gubbio ha ancora una corporazione di scalpellini, l’Università dei Muratori e Scalpellini, erede di un’arte documentata dal Trecento: la pietra grigia dei palazzi la tagliavano e la posavano loro.

Cosa vedere nei dintorni di Gubbio?

Da Gubbio si sale in venti minuti verso il Parco del Monte Cucco, con la grotta e i sentieri del versante umbro, e verso Gualdo Tadino, la città della ceramica ai piedi della dorsale appenninica. Scendendo lungo la superstrada si arriva a Umbertide e all’alta valle del Tevere; verso ovest, in tre quarti d’ora, Perugia. A est, oltre il valico di Scheggia, si entra nelle Marche e a Fabriano.

L’Albero di Natale di Gubbio

Ogni inverno il fianco del Monte Ingino si accende con centinaia di luci disposte a forma di abete, dalla base della città fino alla Basilica di Sant’Ubaldo, con una stella cometa in cima: è l’Albero di Natale più grande del mondo, riconosciuto dal Guinness dei primati. Si accende all’inizio di dicembre, tradizionalmente il 7, e resta illuminato fino all’Epifania.

Nato nel 1981 dall’idea di un gruppo di volontari eugubini, l’albero è formato da oltre 800 punti luce ancorati alle pendici del monte: profila la sagoma di un abete alto circa 750 metri, con la base larga 450 e la grande stella cometa in vetta, vicino alla basilica. Dal 1991 è nel Guinness dei primati. L’accensione, la sera del 7 dicembre, è una festa cittadina; poi le luci restano accese ogni sera fino alla Befana e si vedono da tutta la piana eugubina.

L'Albero di Natale di Gubbio: le luci disposte a forma di abete sul fianco del Monte Ingino nella notte, con la stella cometa in cima; in primo piano la ruota panoramica e il Palazzo dei Consoli illuminati

Eventi e sagre a Gubbio

L’appuntamento che tiene insieme la città è la Festa dei Ceri, il 15 maggio, preceduta da settimane di preparativi e riti. L’ultima domenica di maggio si tira il Palio della Balestra contro i balestrieri di Sansepolcro, in Piazza Grande, in costume quattrocentesco; il 14 agosto i quattro quartieri si sfidano di nuovo alla balestra nel Torneo dei Quartieri. In autunno c’è la Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco, tra le più importanti d’Italia; a dicembre l’accensione dell’Albero di Natale (sopra) e il presepe. Le date cambiano ogni anno: controlla il sito del Comune di Gubbio.

Le case-torri medievali lungo una via in salita del centro di Gubbio

Fonti

  • Comune di Gubbio — comune.gubbio.pg.it (monumenti, musei, chiese, ascensori pubblici)
  • Museo Civico di Palazzo dei Consoli e Tavole Iguvine — palazzodeiconsoli.it
  • Studiolo dal Palazzo Ducale di Gubbio (Francesco di Giorgio Martini, 1478-1482; oggi al Metropolitan Museum di New York) — The Met
  • Funivia "Colle Eletto" — funiviagubbio.it (in funzione dal 1960, per l'ottavo centenario della morte di sant'Ubaldo)
  • Festa dei Ceri (15 maggio) — Wikipedia
  • Lo stemma della Regione Umbria (legge regionale del 1973) raffigura i tre Ceri di Gubbio — Wikipedia
  • Cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo (costruzione 1190-1229 ca., facciata 1325-1350) — Bella Umbria
  • Gola del Bottaccione e anomalia dell'iridio (studi di Walter e Luis Alvarez, articolo su Science del 1980) — Wikipedia
  • Ottaviano Nelli e la Madonna del Belvedere in Santa Maria Nuova — Comune di Gubbio
  • Parco Ranghiasci Brancaleoni (giardino all'inglese, 1831-1849) — Provincia di Perugia
  • Albero di Natale di Gubbio (prima accensione 1981, Guinness dei primati dal 1991) — Wikipedia
  • Don Matteo — le prime otto stagioni girate a Gubbio, dalla nona a Spoleto — Wikipedia

Umbria.love è un progetto editoriale indipendente curato da una piccola redazione, non una testata giornalistica registrata. Verifichiamo i fatti e citiamo le fonti, ma orari, prezzi, regole di accesso e date degli eventi cambiano spesso: prima di partire controlla sempre i canali ufficiali (Comune, ente gestore, biglietteria). Hai trovato un errore? Segnalacelo.

A cura della redazione di Umbria.love · pagina aggiornata il 30 agosto 2026.