Cosa vedere a Trevi, in Umbria: il borgo a spirale tra gli ulivi
425 m s.l.m.·42°53′N 12°45′E·12 km da Foligno
Trevi si arrampica a spirale su un cono di collina in mezzo agli ulivi, in Umbria, tra Foligno e Spoleto: è una delle immagini più fotografate della regione — e non c'entra niente con la Fontana di Trevi di Roma. Quello che vedi da lontano è la capitale dell'olio umbro, un centro medievale intatto sopra una fascia olivata riconosciuta dalla FAO.

In sintesi
- Dove
- Umbria centrale, provincia di Perugia, su un colle tra Foligno e Spoleto lungo la vecchia via Flaminia. Al centro della fascia olivata Assisi–Spoleto.
- Quanto tempo
- Mezza giornata per il centro storico e il complesso di San Francesco. Un giorno intero con le Fonti del Clitunno e un frantoio.
- Quando andare
- Da ottobre a novembre: raccolta delle olive, olio nuovo, la sagra del sedano nero e Festivol. Il panorama ripaga in ogni stagione.
- Per chi
- Borghi e panorami, olio extravergine, pittura umbra del Rinascimento (Perugino, Lo Spagna), arte contemporanea.
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Dove si trova Trevi?
Trevi sta nell’Umbria centrale, in provincia di Perugia, su un colle a 425 metri tra Foligno e Spoleto, dove la vecchia via Flaminia corre lungo la valle del Clitunno. Il paese si vede da lontano: si avvolge a spirale sul cono di collina, compatto, con il Duomo in cima e gli uliveti che salgono fin sotto le mura. È l’immagine che compare in mezza Umbria — e che ogni tanto viene scambiata per la Fontana di Trevi di Roma.
Intorno c’è la fascia olivata Assisi–Spoleto, la fascia di colline coltivate a ulivo che unisce Assisi, Spello, Foligno, Trevi, Campello e Spoleto: nel 2018 è stata il primo sito italiano inserito dalla FAO tra i sistemi agricoli di rilievo mondiale.

Come arrivare a Trevi e informazioni pratiche
- Come arrivare
- In auto: dalla SS3 Flaminia tra Foligno e Spoleto, uscita Trevi, poi la salita al centro. In treno: la stazione di Trevi è a valle, a Borgo Trevi, a circa 3 km dal centro storico sulla linea Roma–Ancona; la stazione di Foligno, meglio servita, è a una decina di chilometri. Dal fondovalle al centro c'è un autobus.
- Parcheggio
- Il centro storico è a spirale e in buona parte pedonale. Si parcheggia nella parte alta del paese — c'è anche un'area camper panoramica — o negli spazi lungo la circonvallazione, e si sale a piedi.
- Quanto tempo
- Mezza giornata per il centro e il complesso di San Francesco. Una giornata intera aggiungendo le Fonti del Clitunno e la visita a un frantoio.
- Quando andare
- L'autunno è la stagione di Trevi: raccolta delle olive, olio nuovo, la sagra del sedano nero e Festivol a novembre. Il panorama ripaga in ogni stagione.
- Biglietti e orari
- Il complesso museale di San Francesco (Pinacoteca, Museo della Civiltà dell'Ulivo, chiesa) e la sede di Palazzo Lucarini Contemporary hanno orari che cambiano con la stagione: aggiornati sul sito del turismo di Trevi (link in fondo).
- Accessibilità
- Le vie salgono a spirale, spesso in pendenza e acciottolate. La parte bassa attorno a Piazza Mazzini è pianeggiante; il Duomo e i vicoli alti richiedono gambe buone.
Cosa vedere a Trevi?
Il centro di Trevi sale a spirale: si parte da Piazza Mazzini, con il loggiato del Palazzo Comunale e la Torre Civica, si risale tra le botteghe medievali fino al Duomo di Sant’Emiliano, in cima. A metà strada il complesso di San Francesco raccoglie la Pinacoteca, il Museo della Civiltà dell’Ulivo e la chiesa gotica. Fuori dalle mura, il Santuario della Madonna delle Lacrime con l’affresco del Perugino.
Trevi si gira a piedi in mezza giornata. È tutto in salita, ma le vie girano attorno al colle a pendenza costante, senza strappi: si sale quasi senza accorgersene, e a ogni curva si apre uno scorcio sugli ulivi.
Piazza Mazzini, il loggiato e la Torre Civica
L’ingresso naturale al centro è Piazza Mazzini, appena fuori dalle mura del castello. La chiude il loggiato seicentesco del Palazzo Comunale — l’ex Palazzo del Governatore — accanto alla Torre Civica, duecentesca, alta e squadrata, che si vede da tutta la valle. Sotto i portici, un affresco settecentesco con la Madonna e i tre santi patroni di Trevi: Emiliano, Vincenzo e Benigno.


Il Teatro Clitunno
Poco più giù, la facciata neoclassica del Teatro Clitunno, dell’Ottocento, opera dell’architetto Domenico Mollaioli. Trevi ha una tradizione teatrale antichissima: uno spettacolo dato qui è citato perfino da Svetonio nella vita di Tiberio. Il teatro è piccolo e all’italiana, e d’estate torna in funzione con la stagione di prosa e i concerti.

Su per le vie a spirale: l’Arco del Mostaccio e le botteghe
Da Piazza Mazzini si entra nel castello attraverso l’Arco del Mostaccio, costruito sopra una porta romana di cui restano in basso i blocchi di pietra rossa. Da lì cominciano le vie strette che girano attorno al colle, con le case in pietra e cotto, i vicoli a gradini, le finestre fiorite.
Lungo una di queste si aprono le botteghe medievali: grandi archi con l’ingresso arretrato di un paio di metri, così che gli artigiani potessero lavorare alla luce del giorno ma al riparo dalla pioggia.



Il Duomo di Sant’Emiliano
In cima al colle, il Duomo di Sant’Emiliano, dedicato al primo vescovo della città, l’armeno Miliano, martirizzato nel 304. L’edificio è romanico, del XII secolo, rimaneggiato molte volte; sul portale rinascimentale un altorilievo racconta il martirio del santo tra i leoni, e ai lati sono murati due capitelli romani. L’interno, rifatto in forme neoclassiche, conserva la statua dorata del patrono e, tra le opere, un affresco della Madonna della Colonna di Francesco Melanzio, pittore trevano.

Il complesso museale di San Francesco
A metà della salita, l’ex convento di San Francesco, del Duecento, è oggi il cuore culturale di Trevi: sotto lo stesso biglietto stanno più cose diverse. Dall’androne con l’affresco si entra nel chiostro, decorato nel Seicento da Bernardino Gagliardi.


Il Museo della Civiltà dell’Ulivo, aperto nel 1997, racconta la storia dell’olio e degli uliveti umbri con attrezzi, documenti e ricostruzioni: è stato il primo museo pubblico in Italia dedicato al tema.

La Pinacoteca riunisce la pittura umbra dal Trecento in poi: tavole a fondo oro, polittici gotici e, su tutte, l’Incoronazione della Vergine di Lo Spagna del 1522. C’è anche una Madonna col Bambino rimasta incompiuta, la cui versione finita è alla National Gallery di Londra.


La sezione archeologica allinea nelle vetrine i reperti romani e longobardi trovati a Trevi e nel territorio. E negli spazi del convento si tengono anche mostre temporanee d’arte contemporanea, che qui hanno una lunga tradizione.


Infine la chiesa di San Francesco, gotico umbro a navata unica, con l’abside poligonale, il coro ligneo del Seicento e un grande Crocifisso dipinto del Trecento sopra l’altare.

Palazzo Lucarini Contemporary
Trevi ha una seconda sede dedicata all’arte contemporanea, nel quattrocentesco Palazzo Lucarini: dal 2007 ospita mostre, residenze d’artista e workshop. È una presenza inattesa in un borgo di questa scala, e fa di Trevi una piccola tappa d’arte anche fuori dal Rinascimento.
Cosa non perdere a Trevi?
Il Santuario della Madonna delle Lacrime
Fuori dalle mura, lungo la strada per Foligno, il Santuario della Madonna delle Lacrime, di fine Quattrocento, nato da un’immagine che secondo la tradizione iniziò a lacrimare. Dentro, due capolavori del Rinascimento umbro: nella Cappella dei Magi l’Adorazione dei Magi affrescata dal Perugino nel 1521, a settantasei anni; nella cappella di fronte la Deposizione di Lo Spagna, ispirata alla celebre pala di Raffaello per Perugia.
Santa Maria di Pietrarossa
Sempre lungo la Flaminia, in una zona sacra fin da prima dei romani, la chiesa romanica di Santa Maria di Pietrarossa, di fine Duecento: pianta a più navate su pilastri, un portico affrescato e cicli di affreschi tra Trecento e Cinquecento sulle pareti. Il nome viene da una pietra rossastra forata, murata su un pilastro, a cui la tradizione popolare attribuiva poteri contro l’infertilità.


L’ulivo di Sant’Emiliano a Bovara
Nella frazione di Bovara, ai piedi del colle, cresce un olivo enorme e contorto che la tradizione dice millenario — spesso datato attorno ai milleseicento anni — e lega al martirio di Sant’Emiliano. È uno degli alberi più vecchi d’Italia, e si raggiunge a piedi tra gli uliveti.

Curiosità su Trevi
La fascia olivata Assisi–Spoleto è stata nel 2018 il primo paesaggio agricolo italiano riconosciuto dalla FAO come sistema di rilievo mondiale: circa novemila ettari di uliveti terrazzati coltivati senza interruzione dall’epoca etrusca. Il comitato che portò avanti la candidatura era guidato proprio dal Comune di Trevi.
Nel 1470 a Trevi fu impiantata una delle prime tipografie d’Italia — spesso indicata come la quarta del Paese — che stampò uno dei primi libri prodotti nell’Italia centrale.
In alcune case del centro si nota la “porta del morto”: una seconda apertura stretta e rialzata accanto al portone, che secondo la tradizione serviva a far uscire le bare senza passare dalla porta di casa.
Il sedano nero di Trevi è un presidio Slow Food: si coltiva nelle “canapine” umide vicino al Clitunno, con la tecnica dell’interramento che ne sbianca i gambi, e ha un profumo molto intenso. Gli si dedica una sagra in ottobre.
Cosa vedere nei dintorni di Trevi?
A pochi minuti da Trevi, lungo la Flaminia, ci sono le Fonti del Clitunno — lo specchio d’acqua tra salici e pioppi che ispirò l’ode di Carducci — e, poco più giù, il Tempietto del Clitunno, chiesa paleocristiana patrimonio UNESCO. Nella pianura verso ovest i borghi della Strada del Sagrantino, Montefalco e Bevagna; a nord Spello, il borgo dei fiori, e la città di Foligno. Verso sud, in un quarto d’ora, si arriva a Spoleto; in mezz’ora ad Assisi.
SpoletoCosa vedere a Spoleto: il Ponte delle Torri di nuovo percorribile, il Duomo con gli affreschi di Filippo Lippi, la Rocca Albornoz e la città romana, in un giorno a piedi.
AssisiCosa vedere ad Assisi in un giorno: la Basilica di San Francesco con gli affreschi di Giotto, il centro di pietra rosa del Subasio, il Tempio di Minerva, Santa Chiara, la Rocca e la Porziuncola.Eventi e sagre a Trevi
Il calendario di Trevi gira intorno all’olio e all’autunno. A novembre Festivol apre i frantoi e mette in piazza il mercato dei presidi Slow Food, le degustazioni di olio nuovo, concerti e passeggiate tra gli ulivi. In ottobre il Palio dei Terzieri riporta il centro al Medioevo, con taverne e cortei in costume, e i “sedanari” espongono i loro esemplari migliori alla Sagra del Sedano Nero e della salsiccia. Le date esatte cambiano ogni anno: le pubblica il Comune di Trevi.